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“QUANDO TERESA SI ARRABBIÒ CON DIO” (Italia/Francia)

Drammaturgia di Alejandro Jodorowsky e Giordano V. Amato

Regia di Giordano V. Amato
Con Eliana Amato Cantone
e la partecipazione di Matteo Mazzei e Elena Fresch
Produzione Il Mutamento Zona Castalia

4 luglio ore 19.30
Teatro Perempruner, Piazza Matteotti, 39 - Grugliasco
Ingresso 5 euro, ridotto 3 euro

Il monologo “Quando Teresa si arrabbiò con Dio”, interpretato da Eliana Amato Cantone, per la regia di Giordano V. Amato, rende con grande forza e potenza visionaria la saga della famiglia Jodorowsky, che tocca l’intero albero genealogico dell’autore, a partire dalla nonna Teresa fino all’anno della sua nascita, il 1929. E’ un rapporto diretto con la divinità: chi dialoga con Dio ogni ora, ogni giorno della sua vita, può arrabbiarsi con Lui come si arrabbia con un amico. E i più tipici, se non gli unici, uomini che hanno un filo diretto con Dio sono gli ebrei, perché per loro Dio possiede una caratteristica d’immanenza molto più marcata che presso le altre religioni monoteiste.

L’autore, figlio di emigranti ucraini, nasce in Cile e l’essere ebreo e, per di più sudamericano, dà luogo a una miscela esplosiva, in cui la tradizione affabulatoria latino-americana fa da supporto alla potenza visionaria della tradizione ebraica. Ne esce una saga della famiglia Jodorowsky, che tocca l’intero albero genealogico dell’autore, a partire dalla nonna Teresa fino all’anno della sua nascita, il 1929.

Le storie dei vari personaggi s’intrecciano come se seguissero un percorso di predestinazione, attraverso le vicende tragiche del Cile della prima parte del secolo, delle lotte operaie, delle repressioni e degli ideali della rivoluzione russa, vanificati, dopo la morte di Lenin, dalla dittatura staliniana. La scrittura è agile e drammatica (non a caso Jodorowsky è un autore di cinema) anche se a volte esoterismo, ebraicità visionaria, simbolismi e fantasia sfrenata gli prendono la mano, rendendo fumoso e poco comprensibile il suo procedere: grazie al cielo questi momenti sono di breve durata e il discorso riprende a fluire, scoppiettante e fastoso. “Quando Teresa si arrabbiò con Dio” avvicina l’individuo a qualcosa che si colloca al di là di lui, indicando il sottile passaggio tra il concreto e l’astratto, tra il visibile e l’invisibile. Attraverso la grande forza creativa della memoria e l’elaborazione del mito personale, Jodorowsky procede alla riconciliazione di se stesso con la sua storia personale, la sua famiglia, la sua stirpe. Il lavoro di messa in scena intende ricreare il profondo senso di potere di reminiscenza del suo romanzo. Le immagini del linguaggio teatrale acquistano il loro senso compiuto nell’esperienza artistica come esperienza di memoria: segni e parole al servizio di una verità possibile, trasfigurata e resa luminosa dalla poesia.

“Quando Teresa si arrabbiò con Dio” attraversa lo spazio e il tempo per scavare profondamente nelle origini della propria identità, alla ricerca della piena coscienza di se stessi, come esseri interiori e come individui “sociologici”, parte della propria razza e della propria comunità.  Con questo lavoro il regista rende omaggio all’opera di Alejandro Jodorowsky e al suo complesso processo di ritualizzazione attraverso il quale si manifesta la forza di riconciliazione dell’autore cileno: dell’uomo con l’uomo, col corpo e con le passioni, col mondo e con l’universo, verso l’unione del materico con lo spirituale.

Il Mondo nel Ventre del Bambino

Nell’anno 2008, dichiarato “Anno del dialogo interculturale” dall’Unione Europea, ispirandosi ai principi fondamentali enunciati dal Trattato istitutivo della Comunità Europea e dalla Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione che pongono segnatamente l’accento sul rispetto e sulla promozione della diversità culturale, le associazioni firmatarie sono promotrici de IL MONDO NEL VENTRE DEL BAMBINO, progetto modulare a cura di operatori culturali e compagnie piemontesi impegnate in attività di carattere interculturale.

Il progetto si rivolge a tutti i cittadini e a tutte le organizzazioni attive nell’ambito interculturale mettendo in rete una serie di iniziative già esistenti e creandone di ulteriori prodotte per l’Anno del Dialogo Interculturale.  Prendono parte all’iniziativa Il Gruppo del Cerchio, Teatro delle Selve (Residenza Multidisciplinare sul Lago d’Orta), la Compagnia SantiBriganti (Residenza Multidisciplinare della Valle Grana), l’Associazione Teatro Popolare Europeo, la Scuola di Cirko Vertigo con lo spettacolo “Nwolc, Clown allo Specchio” (scritto da Paolo Stratta con Matteo Mazzei, Elena Fresch e Jean François Gerardin), il Centro Italo-Arabo Dar Al Hikma, l’Associazione Il Mercato Dei Sogni e l’Associazione Liberipensatori “Paul Valery”/ R.M. di Ivrea e del Canavese.

A Il Mutamento Zona Castalia è riconosciuto il ruolo di promotore e coordinatore dell’iniziativa che ha tra i suoi obiettivi quello di affermare, attraverso le diverse esperienze artistiche, la ricchezza, l’opportunità creativa e di rinnovamento contenuta nella diversità, a partire dal dialogo e dal riconoscimento delle differenti identità culturali ed umane.

Con questa iniziativa s’intende anche promuovere la collaborazione tra diverse esperienze artistiche, ottimizzare le risorse e facilitare la collaborazione incrementando l’offerta culturale nella direzione dell’intercultura, nei territori piemontesi. Tra i nostri obiettivi quello di rendere maggiormente visibili le iniziative dei soggetti promotori, creando sinergie e nuove collaborazioni, anche con istituzioni ed enti differenti nell’ambito delle discipline artistiche e dell’Università.

 
 



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